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Terroni

-Avvocato si capisce dall’accento che lei è del sud! -Sì? Sono contenta! Essere del sud. Una frase che un tempo mi riempiva di orgoglio e che oggi mi lascia un retrogusto amaro, che un tempo significava essere accoglienti, esageratamente accoglienti, […]

-Avvocato si capisce dall’accento che lei è del sud!

-Sì? Sono contenta!

Essere del sud. Una frase che un tempo mi riempiva di orgoglio e che oggi mi lascia un retrogusto amaro, che un tempo significava essere accoglienti, esageratamente accoglienti, accoglienti da fare schifo, casa mia è casa tua, dove mangiamo in due mangiamo in tre, sistemiamo i letti e dormite tutti da me, domani a pranzo siete ospiti miei, ti ho preparato quattro cose da portare a Milano, ci sono anche le cipolle di Tropea e un pezzo di ‘nduja.

Essere del sud. Quel sud dimenticato dai più, quel sud che non ha saputo imporsi, cambiare, ribellarsi, quel sud che si è adattato al politico di turno, al mafioso di turno, alla disoccupazione di turno, eterna.

E però io continuavo ad essere orgogliosa lo stesso, di essere del sud.

Fin quando quel sud non ha dimenticato che essere terroni è un marchio di cui andar fieri, un marchio da portare a petto in fuori, un marchio che Signor S ha usato, denigrandolo, per far proseliti al nord, e poi cambiando rotta, per far proseliti al Sud. E i terroni ci son cascati, i miei fratelli di terra ci son cascati, i miei vicini di casa ci son cascati, i miei parenti del sud trasferiti al nord ci son cascati. E io piango, piango per questa dimenticanza, per questa superficialità, per questa terra martoriata che non vuole darsi un’occasione, un’opportunità, per questi calabresi che sanno cosa pensa Signor S di loro, di noi, della Calabria, della Puglia, della Sardegna, ma lo osannano come il Salvatore dell’umanità.

Piango perché so che prima eravamo noi, ora sono gli immigrati, i rom, i neri, gli ultimi. Piango perché glielo stiamo permettendo, perché sta togliendo dignità a quell’essere terrone che portavo come una medaglia sul petto.

-Sì, sono del sud. Salgo a Torino solo per i processi, ma poi torno al sud, la mia terra, che amo e che difenderò fino a quando avrò sangue che scorre nelle vene, orgogliosamente terrone. Doc.

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